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Alle famiglie Ass. Italiana Sindrome di Wolf-Hirschhorn

Alle famiglie Ass. Italiana Sindrome di Wolf-Hirschhorn

Come già sapete i nostri studi si stanno concentrando sui sintomi, e sui geni responsabili, "epilessia" e "ritardo di crescita".

EPILESSIA. Abbiamo già potuto osservare che  il gene LETM1, il maggior gene candidato finora, da solo non è sufficiente a innescare i problemi epilettici, ma molto probabilmente agisce in sinergia con qualche altro gene localizzato sempre sul braccio corto del cromosoma 4. Abbiamo individuato la regione dove possono risiedere questi nuovi geni per epilessia, e suggerito almeno un nuovo gene candidato, CPLX1:

  • Con la collaborazione del nostro Istituto di Fisiologia stiamo intraprendendo uno studio in vitro su neuroni di ratto, che valuti l'eccitabilità neuronale (assimilabile ad epilessia) dopo inattivazione del solo gene LETM1, del solo gene CPLX1 o di entrambi. L'ipotesi è di verificare se un aumento dell'eccitabilità neuronale si verifica solo dopo inattivazione di entrambi i geni.
  • La Dott.ssa Antonella Spinazzola, Dell'MRC National Institute for Medical Research di Londra mi ha contattato per una collaborazione di ricerca sull'attività mitocondriale nella WHS (i mitocondri, e quindi il gene LETM1 possono comunque avere un ruolo chiave). Abbiamo spedito alcune colture dei nostri ragazzi, anonime, e gli studi sono già in corso.

    RITARDO DI CRESCITA.  Il principale gene candidato rimane WHSC1. Con la Dott.ssa Concetta Cafiero, che sta concludendo un ciclo di dottorato, abbiamo osservato alcune peculiarità sul gene WHSC1 e sulla proteina da esso codificata: in condizioni basali la proteina è in quantità regolare, ma le cellule WHS non riescono a incrementarla in risposta a un danno al DNA, come invece fanno le cellule di controllo; il numero di divisioni cellulari è ridotto nelle colture WHS. Stiamo valutando se alcune vitamine possono migliorare la risposta in vitro.

    La ricerca in questo ambito seguirà le seguenti strade:

  • riprogrammazione delle cellule provenienti da una biopsia di cute di una nostra bambina WHS a cellule staminali, per costituire le così dette iPS (induced pluripotent stem cells), importanti nella ricerca in molti ambiti attualmente. Questo ci può consentire di indagare cosa succede a livello embrionale, che è il periodo in cui la proteina WHSC1 si esprime maggiormente. La possibilità di ottenere le cellule iPS è fondamentale perché le stesse cellule possono essere indotte a trasformarsi in neuroni, e quindi indagare più precisamente i meccanismi dell'epilessia;
  •  proseguimento degli effetti in vitro della delezione del gene WHSC1,analizzando la localizzazione nucleo/citoplasma della proteina, e soprattutto se la sua espressione può essere migliorata da sostanze chimiche non tossiche, come le vitamine. Questo potrebbe essere una premessa per disegnare un trial terapeutico.

    Ringrazio di cuore del sostegno economico cha l'Associazione ha dato finora alla ricerca, e ringrazio della disponibilità che avete dato a finanziare un ciclo di dottorato in Genetica Molecolare. Un dottorato ha durata triennale, il lavoro di ricerca è a tempo pieno, possiamo fare molto, e dare, alla fine, sempre maggiore dignità alla problematica che ci vede insieme già da molti anni.

    Prof.ssa Marcella Zollino Istituto di Genetica Medica

    Università Cattolica Sacro Cuore Policlinico A. Gemelli, Roma